La scelta finale – XVII puntata

Parte II. Merry Christmas!
17.

-Tarcisi- si lamentò Bezzi abbattendo la mano sulla scrivania- dobbiamo arrivare a capirci qualcosa di questo caso prima della fine dell’anno-
-pienamente d’accordo, commissario. Non fosse già il 29 dicembre, sarei anche più tranquilla nel manifestarle la mia fiducia in una buona probabilità di successo. Invece il 2014 batte ormai alle porte del calendario e noi di passi in avanti ne abbiamo fatti ben pochi…-
-quasi nessuno in verità. Eppure ti ribadisco la mia certezza che ci sia sotto qualcosa di grosso-
-Lo credo anche io, commissario. Il professor Feraboldi ha qualche novità utile in proposito?-
-ancora niente. Quantomeno nulla di preciso. Sospetta tuttavia, come noi d’altronde, che ci possa essere dietro qualche organizzazione di matrice terroristica. E, a ben pensarci, questo potrebbe ben collimare con l’informativa che abbiamo ricevuto la scorsa settimana dal Ministero dell’Interno-
-non sarebbe il caso di allertare i Servizi Speciali in questo caso?-
-ho già provveduto, Tarcisi-
-e cosa le hanno detto?-
-che potrebbe essere una buona ipotesi investigativa e che volentieri si attiveranno per darci una mano quando disporremo di prove concrete…-
-insomma, per il momento dovremo sbrigarcela da soli-
-precisamente. Però ci hanno tenuto a sottolineare che abbiamo tutto il loro sostegno-
-evidentemente saranno oberati di impegni anche loro-
-già: vorranno smaltire gli arretrati prima della fine dell’anno. Tu invece? Hai sentito gli altri commissariati?-
-sì. Ho chiamato anche i nostri colleghi in divisa blu e rossa, ma con scarso esito. Non hanno niente di particolare da segnalare riguardo a criminalità organizzata ed affini-
-hai provato anche con la Guardia di Finanza?-
-a dire il vero no-
-vale la pena di fare un tentativo allora-
-ha in mente qualcosa di specifico?-
-verifica se a loro risulta qualche recente movimento finanziario in qualche modo riconducibile ad organizzazioni terroristiche-
-d’accordo commissario. Le faccio sapere al più presto-
-bene. Io torno alle mie carte: se ne sono accumulate fin troppe sulla mia scrivania in questi giorni. Ora sono le 10- puntualizzò dopo aver guardato l’orologio- posso contare sul fatto che all’una andiamo fuori a pranzo, così potrai raccontarmi quali meravigliose scoperte hai fatto consultando  i nostri cugini esperti di evasioni fiscali e reati finanziari assortiti?-
-ci conti commissario. Purché possa scegliere io il posto-
-accetto-
In realtà occorsero meno di tre ore prima che Tarcisi si presentasse nell’ufficio di Bezzi in compagnia di alcuni fogli che le erano appena stati recapitati via fax dal comando centrale della Guardia di Finanza.
-forse abbiamo qualcosa di interessante, commissario-
-finalmente una buona notizia. Di cosa si tratta?- domandò Bezzi protendendo un braccio verso il piccolo incartamento, in attesa che l’agente lo deponesse educatamente sul suo palmo.
-le devo confessare che questa intensa attività di indagine mi ha procurato un appetito quanto mai robusto ed impellente…- replicò guardandosi bene dal passare i documenti al suo superiore.
-hai ragione- convenne questi dopo aver riflettuto alcuni istanti ed essersi ricordato degli accordi presi poco prima- Andiamo dove vuoi tu. Purché il posto meriti-
– ha voglia di pasta fatta in casa?-
-fa qualche differenza che ne abbia o no?-

L’attività era ripresa in modo piuttosto intenso alla Terrin&Smith dopo la non breve interruzione natalizia. Esattamente quattro giorni, rifletté Marta mentre, di buona lena e con invidiabile entusiasmo, si accingeva a prendere posto alla sua scrivania dopo aver avviato il PC.

Milano era ancora sommersa da una coriacea coltre di neve, nonostante, tanto nel giorno di Natale quando nei due successivi, le precipitazioni avessero concesso una tregua incondizionata.
Tuttavia, fin dalla mattina di domenica, il cielo si era nuovamente congestionato di nubi di un bianco fangoso e plumbeo che, nel tardo pomeriggio, avevano iniziato a scaricare il loro gravoso fardello sulla città già esausta e semi paralizzata. Man mano che la neve andava accumulandosi, i suoni ed i rumori urbani avevano preso a sprofondare in un buio silenzio che, minuto dopo minuto, aveva spazzato via dalle strade qualsiasi forma di movimento, pedestre o motorizzato che fosse, per lasciar spazio al solo sussurro dei fiocchi, che incespicavano uno sopra l’altro prima di confondersi in un’unica ed uniforme distesa.
Il risultato di questo risveglio metereologico fu che, lunedì mattina, le vie risultavano nuovamente ingombre e poco praticabili, nonostante l’assiduo lavoro operato dai mezzi e dagli addetti comunali, ai quali si erano aggiunti alcuni volontari armati di buone intenzioni , vanga ed adeguata propensione a sopportare un livello di fatica piuttosto impegnativo.
Constatata la situazione dalla finestra della sua camera da letto, Marta si era messa in cammino e, armata di incrollabile determinazione, aveva raggiunto l’ufficio in perfetto orario.
Trovò Cerruti e Paredri già pienamente operativi, così come la signora Trabacchi, intenta a servire il primo giro di caffè della mattinata. Barbara invece mancava all’appello, impedita, come aveva riferito la madre in risposta alla domanda di Marta, da una lieve forma influenzale. Con la quale però era meglio non scherzare dato il freddo ed il tempaccio che continuava ad imperversare.
Un po’ dispiaciuta per l’assenza dell’amica, aveva salutato i due soci, rinnovando loro garbatamente gli auguri di Natale, e si era subito immersa nel lavoro.
Nel corso della mattinata le telefonate si erano succedute a ritmo frenetico, tanto al centralino quanto ai cellulari, che avevano continuato a squillare praticamente senza sosta.
Sembrava che una quantità imprecisabile, ma senza dubbio ingente, di affari dovesse assolutamente essere completata prima della fine dell’anno. E doveva trattarsi per lo più di questioni riservate, dal momento che, per la maggior parte del tempo, Paredri e Cerruti erano rimasti rintanati nell’ufficio di quest’ultimo, tenendo la porta rigorosamente chiusa.
Mossa da ingenua ed istintiva curiosità, Marta si era alzata dalla sua scrivania per raggiungere quella della Trabacchi
-accidenti signora Alice- esordì.
Quando questa ebbe sollevato la testa da alcune carte che stava esaminando, porgendo all’irruente ragazzina uno sguardo di frettolosa pazienza, proseguì
-non avrei mai immaginato che questi pochi giorni prima della fine dell’anno potessero essere così…fervidi-
-non è infrequente che in chiusura di anno si concentrino una grande quantità di scadenze. Di solito i clienti si accorgono di avere fretta e di voler concludere i mandati di ricerca che ci hanno affidato in tempo utile per poter iniziare il nuovo ciclo con tutte le carte in regola. Credo che in fondo si tratti, fatta qualche sporadica eccezione di effettiva urgenza, di un atteggiamento psicologico, per così dire. “Nuovo anno, nuovo inizio, nuova ripartenza”. Quindi, se tutto è pronto per il primo giorno utile di gennaio, ci si sente più soddisfatti-
-perfettamente chiaro, Alice. Grazie-
-di nulla, figurati. Ora, se non ti dispiace, a proposito di urgenze…-
-ma certo. La lascio subito in pace. Mi stavo solo domandando se…-proseguì dopo un istante di esitazione
-sì?- rispose la Trabacchi facendo cadere pesantemente la penna sul tavolo
-insomma: volevo scambiare due parole con il dottor Paredri, ma pare che oggi sia molto impegnato-
-direi proprio di sì- confermò
-secondo lei ne avranno per molto?-
-non lo so. Ma quando chiudono la porta è perché trattano questioni riservate. Il che significa che non gradiscono assolutamente essere disturbati. Si tratta di qualcosa di urgente?-
-non particolarmente. Più che altro volevo aggiornarlo su una richiesta che mi aveva avanzato-
-allora puoi aspettare- concluse bruscamente la segretaria, riprendendo a lavorare ai documenti che affollavano la sua scrivania.
A Marta non rimase che tornare alla sua postazione di lavoro: una più che discreta pila di curricula attendeva infatti la sua meticolosa opera di classificazione.

-Allora, Tarcisi- domandò Bezzi mentre affondava la forchetta in un piatto di trofie al pesto confezionate in modo impeccabile, a partire dalla pasta, rigorosamente fatta a mano e cotta con precisione cronometrica, per proseguire con il sugo, perfetto nell’equilibrio e nel dosaggio di tutti i suoi ingredienti.
Persino il piccolo locale, con la nitida vetrina aggettante su una delle piccole vie ricurve del centro storico, risultava particolarmente piacevole nella sua intimità un po’ artificiosa- cosa ti hanno riferito i nostri colleghi della Finanza?-
-niente di direttamente collegabile a quanto ho loro richiesto. Vale a dire ad attività di natura terroristica. Da questo punto di vista non sono, di recente e neppure nel corso dell’anno, emerse significative evidenze di flussi finanziari legati ad organizzazioni note-
-tuttavia?-
-tuttavia, quando gli ho domandato se avessero registrato qualche fatto insolito relativo ad aziende operanti nel Nord Italia, ed in particolare in Lombardia, mi hanno fornito un piccolo elenco di alcune società che, ultimamente, sono state interessate da movimenti di capitali piuttosto ingenti. Mi sono quindi permessa di operare gli opportuni approfondimenti, coinvolgendo anche la Camera di Commercio, e ho verificato che un paio di queste hanno avuto un’ impennata assolutamente insolita, tanto nelle dimensioni quanto nella vocazione di mercato. Insomma, per fargliela breve, da vendere i loro prodotti prevalentemente sul mercato nazionale, sono passati massivamente sui mercati esteri, riducendo drasticamente le quote di business a livello domestico-
-cosa ne hai dedotto da questo?-
-dedotto in senso vero e proprio non un granché. Tuttavia i miei studi universitari, nonché più banalmente il buonsenso, mi suggeriscono che non è semplice, anche se certamente non è impossibile, rovesciare la configurazione distributiva di una determinata produzione. Ripeto: non è impossibile, ma sarebbe interessante capire quali siano le motivazioni che hanno fatto maturare una decisione così strategica-
-cosa producono le due aziende?-
-una, che ha sede vicino a Lecco, produce tessuti di alta qualità destinati alle case di moda. Se da un’occhiata al loro sito, noterà che tra i partner commerciali sono citati alcuni marchi molto prestigiosi –
-bene- stabilì Bezzi- domani mattina andiamo a trovarli e ci facciamo raccontare vita morte e miracoli delle loro strategie commerciali. Se non ci convincono li ribaltiamo come calzini. L’altra?-
-l’altra si trova dalle parti di Legnano. Produce componenti chimici di varia natura. Tuttavia non sono riuscita a ricavare molte informazioni aggiuntive, poiché il loro sito risulta in rifacimento…-
-da quanto?-
-da ormai quattro mesi-
-ok. A questa dedichiamo invece il pomeriggio di domani. Fra le due visite ci piazziamo un pranzo come si deve a Montevecchia. Quindi…-
-quindi?, commissario-
-domani partiamo presto, molto presto: voglio sbrigare il primo impegno entro mezzogiorno-
-non ha mangiato a sufficienza durante queste festività?-
-non vorrei mai perdere il tono gastro-intestinale prima del cenone di capodanno, Tarcisi-

Nella prossima puntata (tra 10 giorni):

La prigionia di Mika. La visita di Bezzi ad un’azienda dalle esportazioni sospette.

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